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Trama del video
Causa problemi in ufficio, sono costretta a partecipare da casa ad una importante riunione d’Azienda. In casa c’è anche mio figlio dato che deve prepararsi per la Maturità oramai imminente. Quella mattina, Alessandro va a giocare a calcio con gli amici perché è molto teso. Gli chiedo di non fare rumore al rientro perchè non posso interrompere la riunione in cam. Prima di uscire, con fare scherzoso ma inspiegabile, Ale mi dà un forte palpeggio al culo ed io mi arrabbio vivamente. “Ma cosa fai? sei scemo?” Mio figlio se la ride ed esce dopo aver preso una sberla in testa. Chiudendo la porta, mi chiedo che diamine gli stia accadendo così chiamo al telefono mia la sorella e gliene parlo. Mi rassicura dicendo che è sotto esami e molto stressato, così come il cugino. Mi dice di essere paziente con lui. Farò così. Dopo 2 ore sono in webcam per lavoro e Ale rincasa. In questi giorni sta dormendo in salone perchè il padre sta pitturando la sua camera. Così, non sapendo cosa fare, in più la tensione, il nervoso pre esami, il voler scherzare e vedermi così ben vestita, mio figlio fa una cosa che mi lascia di stucco: tira fuori il pene dalla tuta e inizia a masturbarsi lentamente davanti a me, senza farsi notare da chi è in Cam. Rimango di sasso, non so cosa fare e come reagire. Ma devo far finta di nulla. Mio figlio mi guarda beffardo, sono irritata ma non posso dar adito a domande dei colleghi. Finalmente è pausa lavoro, di 10 minuti. Vado verso mio figlio cercando di rifilargli uno schiaffone ma non ci riesco. Sono spazientita, incredula e arrabbiata e voglio subito spiegazioni alzando la voce. Mio figlio mi parla cercando di calmarmi e di farmi comprendere che la tensione per gli esami, il non avere la camera agibile e non potersi sfogare lo sta irritando; così mi propone di aiutarlo a sfogarsi. Sono incredula alzando ancora di più la voce. Faccio notare a mio figlio di smetterla e che a breve dovrò riconnettermi per il lavoro. Mio figlio è irremovibile dicendo che non ne può più ed io, stufa, capitolo aiutandolo. Mio figlio mi chiede un pompino ed io rimango allibita e non voglio assolutamente farlo, ma il tempo sta scadendo e noto che Ale non si placherà. Così lo aiuta. Gli farò un pompino veloce per farlo sfogare subito e lo faccio con molto imbarazzo e rabbia (il pompino è senza mani, le mie mani sono alla base del membro, ma non si muovono a sega, stanno ferme come a reggere il pene. E’ solo un lavoro di bocca. Passionale, veloce e profondo, non freddo). Lui mi parla mentre lo faccio e, facendo alcune pause, gli intimo di stare zitto, arrabbiata. Finito, gli intimo con fermezza di stare calmo. Sono imbarazzata, molto e lo farò venire sulla mia lingua. IL GIORNO DEGLI ESAMI: combaciano con un altro collegamento in azienda tramite PC, visto che devo connettermi con un partner all’estero. Arriva in cucina mio figlio per fare colazione. Gli ricordo del gran giorno, anche se imbarazzata di ciò che era accaduto due giorni prima, ma non tocco l’argomento. Mio figlio è molto agitato per l’esame e lo vedo. Gli dico di calmarsi, che andrà tutto bene e tutte le raccomandazioni e rassicurazioni degne di una brava mamma. Così Ale, forte delle rassicurazioni materne e non vedendomi arrabbiata, pur notando il mio imbarazzo, mi chiede un altro pompino. Non ci credo, non voglio crederci e cerco di sviare il discorso; cercando tutti i modi di non farglielo, cambiando argomento e cercando di farlo ragionare. Mio figlio però è agitato, teso e così alla fine, non voglio che faccia tardi all’esame decido di farglielo fino a farlo venire un’altra volta nella mia bocca (il pompino stavolta sarà più lento, non lentissimo. Sempre passionale, le mani sono ferme dietro i glutei di mio figlio, come a potermi aiutare e far forza per poter ingoiare il più possibile il suo membro).. Uscendo di casa, mio figlio scherzando mi dice che se vuole che si iscriva all’Università dovrò fare dei sacrifici




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